Andrea Viliani vince la Seconda Edizione del Premio Lorenzo Bonaldi

25 Aprile 2004 - 12:45am to 27 Aprile 2004 - 12:45am

Il Premio Lorenzo Bonaldi per l'Arte – EnterPrize, II edizione, organizzato dalla GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e nato dalla volontà di ricordare la passione per l'arte e per il collezionismo di Lorenzo Bonaldi, è stato assegnato al progetto di mostra NO MANIFESTO proposto da ANDREA VILIANI

Lo scorso 27 aprile alle ore 18.30 la giuria composta da:
Francesco Bonami - Manilow Senior Curator del Museum of Contemporary Art, Chicago
Lóránd Hegyi - Direttore del Musée d'Art Moderne de Saint-Etienne
Giacinto Di Pietrantonio - Direttore della GAMeC, Bergamo

ha premiato il progetto di Andrea Viliani, NO MANIFESTO con la seguente motivazione:
Tenuto conto del valore teorico e progettuale cui il curatore ha saputo dare una forma concreta compiuta, della complessità concettuale che il progetto di mostra presenta e la coerenza della struttura formale nata dalla relazione e dalla discussione molto intense con gli artisti, la giuria ha inteso premiare la necessità che ANDREA VILIANI ha avvertito di stabilire un dialogo tra le opere e lo spazio espositivo stesso, e la sua volontà di commissionare il catalogo a due artisti non presenti in mostra, oltre che invitare un'artista a concepire un gioco didattico ispirato alla mostra.

I giovani curatori, selezionati da advisor internazionali, in gara per l'assegnazione della seconda edizione erano:
Thomas Boutoux, Parigi segnalato da Hans Ulrich Obrist, Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi
Giovanni Carmine, Zurigo segnalato da Bice Curiger, Parkett Magazine, Zurigo
Mathieu Copeland, Londra segnalato da Thierry Raspail, Musée d'Art Contemporain, Lione
Andrea Viliani, Torino segnalato da Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella

Il progetto NO MANIFESTO verrà realizzato alla GAMeC nel maggio 2005.


Il progetto vincitore: No Manifesto
Il titolo del progetto No Manifesto, proposto da Andrea Viliani, si ispira ad una dichiarazione dell'artista inglese Richard Wright usata nel tentativo di spiegare ad un critico l'intenzione di smettere di dipingere quadri su tela all'interno dello studio per farlo direttamente sulla superficie dello spazio espositivo. Il progetto mira ad esplorare le aree "non assertive" ma potenziali della sfera decisionale ponendole in relazione alla costante volontà dell'artista di controllo e verifica di tali mezzi. Esse rappresentano la possibilità di intendere la pratica artistica quale processo intimamente contraddittorio, in cui l'incertezza si trasforma in occasione di esperienza. La mostra è concepita attraverso un allestimento unitario e interdipendente: lo spazio assume l'aspetto di un archivio operante, di una messa in scena di un luogo/tempo per la conservazione, la cura e lo studio per le opere di sei artisti. L'attività curatoriale e quella artistica sono qui intese come "potenzialità" in atto. In questo senso No Manifesto si svolge nell'età del virtuale, della simulazione digitale, delle scelte provvisorie, della disparità tra l'archiviazione di enormi quantità di dati e l'uso di motori di ricerca per giungere alle informazioni necessarie. La mostra si propone inoltre di offrire un'esperienza del tempo che contraddice i concetti di novità e avanguardia a vantaggio di quelli di ripensamento e anticipazione in cui l'opera diventa esperimento e, con il passare del tempo, documentazione di esperienze.

Andrea Viliani. Cenni biografici
Nato a Casale Monferrato (AL) il 15 Maggio 1973. Laureato in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Torino. Ha conseguito il Master in Project Management and Cultural Planning, Fondazione Fabbrica Europa (Firenze), Fondazione Toscana di Comunicazione e Media Università di Firenze, Cliomedia Officina (Torino), Noema Research and Planning (Londra). Dal 2000 è Assistant Curator presso il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea (Rivoli –Torino). È stato coordinatore editoriale e organizzativo per diverse mostre e rispettivi cataloghi, tra cui Arte Povera. Art From Italy 1967-2002 (Museum of Contemporary Art, Sidney, 2002); Wolfgang Tillmans (Deichtorhallen, Amburgo; Palais de Tokyo, Parigi; Louisiana Museum, Copenhagen, 2002); Shirin Neshat (2002); Form Follows Fiction (2001); Pierre Huyghe. Float (2004); William Kentridge (2004; K20 K21, Düsseldorf; Museum of Contemporary Art, Sidney; Musée d'Art Contemporain, Montréal; Art Gallery, Johannesburg); Nan Goldin-Devil's Playground (2002). Ha pubblicato articoli su riviste del settore quali Flash Art (Milano), Flash Art International (Milano/New York) e Boiler (Milano).