Fondo Nino Zucchelli

L'Archivio Nino Zucchelli è entrato a far parte dei fondi archivistici della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea - Accademia Carrara nel 1999, donato da Lina Zucchelli Valsecchi.
La ricchezza di questo fondo archivistico è data da un lato dagli estremi cronologici della documentazione – dal 1943 al 1994 – dall'altro dalla varietà e dalla quantità dei materiali conservati. L'inventariazione analitica realizzata ha evidenziato infatti l'esistenza di quattro fondi distinti (fondo archivistico, fondo librario, fondo fotografico e fondo cinematografico), con materiali di differenti tipologie, che si integrano e si intrecciano offrendo una ricca panoramica dei molteplici campi di interesse di Nino Zucchelli.

Il Fondo Cinematografico conserva la produzione di Nino Zucchelli e un centinaio di film del festival cinematografico da lui diretto a partire dal 1958. 
La prima sezione del fondo consiste in venti opere cinematografiche realizzate da Nino Zucchelli fra la seconda metà degli anni cinquanta e la seconda metà degli anni sessanta – un decennio di grande sviluppo e diffusione del documentario in Italia – accompagnato da professionisti come Mario Bernardo, Franco Vitrotti e Carlo Ventimiglia alla fotografia.
All'interno della sua produzione cinematografica è possibile riconosce alcuni filoni che la caratterizzano: la ricostruzione storico-artistica – con cortometraggi come La Carrara Museo Moderno (1956), Barocco e Barocchismi (1957), Immagini pittoriche d'altri tempi (1958); mediometraggi come La grande stagione (1962) e Tre mondi (1965); infine lungometraggi come Vita romana (1961) e Vita e luoghi di Arlecchino (1964) – si concentra sia su argomenti di carattere nazionale che locale, con intenti di promozione culturale e turistica; l'unione di un documentario artistico con un film a soggetto, come Sogno a Venezia (1958), nel quale un bimbo vestito da Arlecchino ci accompagna alla scoperta dell'arte e del folclore veneziano con l'aiuto degli attori del teatro di Ca' Foscari; infine la produzione a soggetto per l'infanzia, con Prigionieri del mare (1958), la storia di due bambini che si avventurano nelle profondità marine sino a incontrare un naufrago in una caverna sottomarina.

La seconda sezione del fondo comprende novantatre film che hanno partecipato a vario titolo al festival cinematografico ideato da Zucchelli: dal 1958 al 1970 il "Gran Premio Bergamo Internazionale del Film d'Arte e sull'Arte" (dal 1966 "Concorso Internazionale del Film d'Autore") si svolge a Bergamo, dal 1971 al 1994 la manifestazione – con la denominazione di "Mostra internazionale del film d'autore" – prosegue la propria attività a Sanremo.

La sezione conta inoltre tredici film che sono stati consegnati a Zucchelli per la partecipazione al festival, ma che non sono stati inseriti nel programma della manifestazione.
Il materiale conservato è costituito da una trentina di cortometraggi e mediometraggi di interesse artistico o didattico sulle arti, tra cui spiccano nel campo storico-artistico Terre alte di Toscana di Carlo Ludovico Ragghianti, A sculpture's landscape Henri Moore (Uno scultore nel suo paesaggio Henri Moore) di John Read e Jeu d'echecs avec Marcel Duchamp (Gioco a scacchi con Marcel Duchamp) di Jean-Marie Drot; in ambito musicale risultano di particolare interesse il mediometraggio dedicato al pianista russo Sviatoslav Richter di Gunars Diesis e il ritratto filmato del compositore polacco Krzystof Penderecki realizzato da Krzysztof Zanussi; per quanto riguarda la letteratura il fondo conta film come La Firenze di Pratolini di Nelo Risi e Dvoji proces (Il doppio processo) del cecoslovacco Zdenec Kopac, dedicato alla Praga di Kafka; infine il teatro e la danza sono rappresentati con opere come Maia Plissetskaia di Vasily Catanian, che presenta la vita e l'attività della celebre ballerina sovietica, Mozart i Salieri (Mozart e Salieri) di Vladimir Gorikker, Pered nacjalom spektaklja (Prima dello spettacolo) di I. Gutman, dedicato all'attività dietro le quinte dei teatri di Mosca e Mlha (Nebbia) di Raduz Cincera, che documenta l'attività del Teatro della Rampa di Praga.

Il fondo conserva inoltre tredici cortometraggi d'animazione che, per la qualità dei materiali e l'ottimo stato di conservazione delle pellicole, rappresentano uno dei fiori all'occhiello della raccolta.
La parte più consistente del fondo è composta da film a soggetto e permette di effettuare degli zoom di sicuro interesse su alcuni dei contesti di maggior vitalità nel campo della produzione cinematografica degli anni sessanta e settanta, come il nuovo cinema americano con O.K. End Here (Va bene, finisce qui) di Robert Frank e The last clean shirt (L'ultima camicia pulita) di Alfred Leslie, oppure i fermenti del cinema europeo con una delle prime opere del regista franco-tedesco Jean-Marie Straub, il mediometraggio Nicht versöhnt (Non riconciliati).

Il rinnovamento che percorre la filmografia dell'Est è ben rappresentato per la Polonia da Bariera (Barriera) di Jerzy Skolimowski e Za sciana (Dietro la parete) di Krzysztof Zanussi e per il cinema cecoslovacco da Sedmikrasky (Le Margheritine) di Vera Chytilova, O slavnosti a hostech (Gli invitati e la festa) di Jan Nemec e Valerie a tyden divu (Valeria e la settimana dei miracoli) di Jires Jaromil; aperture interessanti anche sulla filmografia nordica con i film finlandesi Pilvilinna (Il castello dei sogni) di Sakari Rimmenen e Laukaus Tehtaalla di Erkko Kiviskoski.
Per quanto concerne le retrospettive, che a partire dalla fine degli anni sessanta diventano una componente importante del festival, sono conservate pellicole dei registi russi Serghei e Gheorghi Vasil'ev, Gheorghi Danelia, Boris Barnet, Yakov Protasanov.

Il comitato scientifico per la sua valorizzazione è composto da Antonio Costa, Achille Frezzato, Stefano Ghislotti, Annibale Pinotti, M. Cristina Rodeschini Galati, Angelo Signorelli e Lina Valsecchi Zucchelli.
La valorizzazione del fondo ha preso il via dalla collaborazione con Bergamo Film Meeting e dalla nascita di GAMeCinema a cura di Sara Mazzocchi.