Nuove acquisizioni

Il tema dell'arricchimento delle collezioni con opere d'arte contemporanea riveste un'importanza centrale per un museo.

L'identità di una collezione pubblica è il frutto di una pluralità di scelte, di composite addizioni, di apporti interpretativi variamente determinati.

Tra le diverse modalità di acquisizione – per donazione, deposito, acquisto – la GAMeC, senza escluderne nessuna, si è adoperata perché la politica delle esposizioni, che tanta parte ha nella vita di un museo dedicato alla contemporaneità, lasciasse un segno preciso nella collezione. Si tratta di un orientamento concreto che dà al museo un futuro nel conservare la memoria della sua attività. Tra i compiti principali di un museo d'arte contemporanea vi è quello di investire nella ricerca e il darne conto nella collezione permanente è un passaggio altrettanto importante.

I risultati del percorso degli ultimi anni della GAMeC parlano di internazionalità, danno visibilità alla ricerca di giovani artisti, aprono a progetti speciali realizzati per gli spazi del museo e della città, nella più ampia libertà di linguaggio.
Sei sono gli artisti, ai quali sono state dedicate delle mostre monografiche, dei quali rimarrà una traccia significativa nella collezione permanente: Gabriele Basilico (Milano 1944) che nel quadro della sua rigorosa esplorazione dello spazio urbano moderno fissa una personale visione della città di Bergamo in 16 grandi immagini in bianco e nero, frutto di una selezione tratta da una campagna commissionata all'artista nel 1998 in occasione del cinquantesimo della fondazione dell'ACEB (Associazione Costruttori Edili Bergamaschi); Alberto Garutti (Galbiate, Como, 1948) il cui ciclo Dedicato ai bambini nati dal 2000 in poi, rivisita in 12 scatti lo scenario familiare di altrettante persone partecipi di un altro progetto, sempre sostenuto dall'ACEB, ideato dall'artista per Bergamo alla fine degli anni '90 (Ai nati oggi), che collega il reparto di ostetricia dell'ospedale cittadino con l'illuminazione della centralissima Piazza Dante: ogni nuova nascita viene così annunciata pubblicamente, generando un'intima relazione tra l'opera e la comunità che la ospita; Jan Fabre (Anversa, 1958) artista poliedrico che spazia dal teatro, alla cinematografia, dal disegno alla scultura, rappresentato alla GAMeC dal film De Schelde. Hé-wat-een-plezierige-zottigheid! (La Schelda, Questa pazzia è fantastica!,1988, bianco/ nero e colore, realizzato in 16 mm, non esposto), poetica riflessione sul confine tra la vita e la morte, rappresentata dal fiume (la Schelda come il mitico Lete) che i vivi devono attraversare per andare incontro all'eternità; Getulio Alviani (Udine 1939) il cui ambiente Interrelazione cromospeculare, del 1969, composto da elementi specchianti mobili che riflettono i colori primari (giallo, nero, rosso, blu) delle pareti perimetrali, porta il fruitore alla perdita della cognizione esatta di cosa sia reale e virtuale.

Nel caso di due personalità come Vanessa Beecroft (Genova, 1969) ed Enzo Cucchi (Morro d'Alba, Ancona 1949) la scelta è stata quella di presentare aspetti del loro lavoro apparentemente eccentrici, ma rivelatori delle matrici delle rispettive pratiche artistiche: le note performance della prima che indagano originalmente controversi aspetti della condizione femminile nella società contemporanea, hanno quale presupposto la consuetudine dell'artista con il disegno, sia nel piccolo che nel grande formato (VB.LD.012.Multi.07, 2007).
Cucchi invece, conosciuto soprattutto come pittore, esalta attraverso la scultura, peraltro praticata assiduamente, la qualità spaziale del suo immaginario. Visionarietà e tridimensionalità si compenetrano individuando nell'Ombra (2004, bronzo; opera donata alla GAMeC, da Bruno Bischofberger), confine tra materiale e immateriale, uno dei fondamenti della scultura.

Sotto la sigla aurea di 'Eldorado' la GAMeC dà spazio alla sperimentazione, innovazione, multimedialità di giovani artisti invitati a ideare progetti speciali per gli spazi, anche interstiziali, della Galleria. Sei sono gli artisti documentati nella collezione.
Tra le prime partecipazioni quella di vedovamazzei, sodalizio artistico tra Simeone Crispino (Frattaminore, 1962) e Stella Scala (Napoli, 1964), che realizza alla GAMeC nel 2001 il progetto Sun Dumm. Un'esplosione solare spacca un muro dalle cui fenditure fuoriesce una luce abbagliante. Del sole sentiamo quotidianamente il calore, vediamo la luce, ma per la prima volta siamo messi nella condizione di sentirne il suono misterioso. Il suggestivo incontro tra scienza ed estetica squarcia un velo sul futuro, sollecitando il senso della meraviglia. La serie dedicata alle Fasi lunari indica che anche per vedovamazzei il disegno è uno strumento primario per l'osservazione dei fenomeni.
La riflessione di Adrian Paci (Shkoder, Albania, 1969) su identità e appartenenza culturale, attrito tra traumi collettivi e affetti personali, si articola in racconti che parlano con sensibilità della condizione umana contemporanea. Nella serie fotografica Home to go (2002) l'artista, conteso tra una rassicurante stabilità e il desiderio di essere libero, si autoritrae sotto il peso di un tetto di tegole legato alla schiena le cui falde, riverse, rimandano ad un paio d'ali.
Nella mani della promettente Keren Cytter (Tel Aviv, 1977) la contaminazione di codici cinematografici e televisivi, dà origine a strutture narrative complesse che indagano rapporti interpersonali, i meccanismi della memoria e del desiderio, il rapporto tra realtà e finzione. L'opera video Dreamtalk ( 2005) che intreccia il dialogo sentimentale di una coppia con una terza presenza, rivela come la retorica dei media stia trasformando il nostro rapporto con i sentimenti reali e con la loro narrazione.
Il lavoro di Mungo Thomson (Davis, California1969) prende spunto dalla cultura popolare, dal mondo dei media e dell'intrattenimento, dai quali estrae i momenti meno immediati, alla ricerca di una grammatica della spontaneità. Il video The American Desert (for Chuck Jones), del 2002, è stato realizzato a partire dalla registrazione di alcune puntate del famoso cartone animato dello sfortunato Wile Coyote che cerca ripetutamente di catturare il velocissimo Beep Beep, senza riuscirci. Rimossi digitalmente l'azione e i personaggi, l'artista crea una sequenza di deserti vuoti e silenziosi, omaggio al mito americano della frontiera e meditazione sulla creazione di mitologie collettive attraverso l'iconografia dei mass media.
Commissionato e prodotto dalla GAMeC, Landscape for Fire (2007) di Jordan Wolfson (New York, 1980) mette in luce il rapporto che le nuove generazioni intrattengono con la tecnologia e con i media. Il video di Wolfson è un riedizione del film realizzato nel 1972 dall'inglese Anthony McCall, dove si integrano performance, installazione, immagine in movimento e scultura: un omaggio all'inventiva e all'originalità dell'arte degli anni '70, che intreccia nostalgia del passato e riflessione sulla natura della creazione artistica.

Due opere concorrono a presentare il lavoro di Sislej Xhafa (Peja, Kosovo 1970). L'una, video (Skinheads Swimming, 2002), rivisita la scena cult del film 'La Dolce Vita' di Federico Fellini con Anita Ekberg che fa il bagno nella Fontana di Trevi, sostituendo alla coppia Ekberg / Mastroianni quella di due giovani skinhead che destabilizzano il cliché del gruppo di appartenenza, amandosi nella fontana; l'altra, una scultura in marmo nero del Belgio che raffigura Garibaldi (familiarmente chiamato Giuseppe, 2007), invita a ripensare un'icona della società occidentale, richiamando l'attenzione sull'aspetto quotidiano dell'eroe, ritratto a piedi, a grandezza naturale, alla ricerca del proprio cavallo, in sella al quale è stato raffigurato nei monumenti di tutto il mondo. L'opera è stata donata alla GAMeC dalla Remuzzi Marmi, nel centenario della fondazione dell'azienda bergamasca e alla sua realizzazione hanno contribuito Luca Resta e Gjoke Gojani dell'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo.

Un riconoscimento del lavoro di questi anni della GAMeC viene da un'iniziativa a cura di Achille Bonito Oliva nell'ambito di Arte Fiera Art First 2006 di Bologna: il collezionista romano Stefano Sciarretta ha acquistato cinque opere di giovani artisti internazionali da destinare ad altrettanti musei italiani: tra loro la GAMeC riceve Rainbow (2005) del californiano Peter Coffin (Berkeley,1972) artista che indaga i processi mentali, fluttuando tra memoria, interpretazione e associazione creativa.

Un capitolo è rappresentato dalla generosità di artisti - che svolgono la loro attività a Bergamo o ad essa sono legati sotto diversi profili - e di collezionisti che hanno apprezzato il loro lavoro, ai quali si deve l'ingresso nella collezione permanente di opere e serie di particolare significato come il Ritratto di Gino Battagion (1995) di Gianfranco Bonetti (Bergamo 1947-2007); la Composizione (1980) di Camillo Campana (Bergamo 1922 -1994); la scultura Remembering di Piero Cattaneo (Bergamo 1929 –2003); il dipinto Così impari, Sedia elettrica (1992-93) di Sonia Ciscato (Schio, Vicenza 1942); i due cicli Quadrati (1971) e Cerchi (1991) – di 8 elementi ciascuno - di Paolo Ghilardi (Bagnatica, Bergamo 1930); le sculture L'abbraccio dei Padri conciliari (1962) e Il salto agli ostacoli (1984) di Stefano Locatelli (Bergamo 1920 – 1989); Lavatrice. Nero e rosso (1969) di Silvio Pasotti (Bergamo, 1933); Cemento (1959) di Dietelmo Pievani (Bergamo, 1935); le opere Luce (1959), Immagine (1976), Attesa (1976), Struttura in bianco (1976) di Rinaldo Pigola (Romano di Lombardia, Bergamo 1919 – 1999); Composizione, (1983) di Tilde Poli (Bergamo 1924 – 2006) ; Composizione (1967) di Cesare Rossi (Cerreto Grue, Alessandia 1942 – Bergamo 1988); i due Rilievi (rispettivamente del 1969 e del 1970) di Alberto Zilocchi (Bergamo 1931 - 1991); personalità sinteticamente rappresentate nelle tre rassegne intitolate 'Arte a Bergamo' (1, 1945 - 1959; 2, 1960 – 1969; 3, 1970 – 1981; Bergamo, Palazzo della Ragione, 2001-2002; 2002-2003; 2003-2004), alle quali la GAMeC dedica degli approfondimenti negli spazi Caleidoscopio e ParolaImmagine.
L'opera incisa di Attilio Steffanoni (Bergamo 1938), di Calisto Gritti (Bergamo 1937) e di Claudio Sugliani (Bergamo 1939), dopo essere stata presentata pubblicamente, è entrata a far parte delle raccolte grafiche del museo, grazie alla collaborazione dell'Associazione ex Allievi dell'Accademia Carrara.
Il progetto Voyager di Mariella Bettineschi (Brescia 1948) è documentato in GAMeC dall'opera Costellazione del disegno interno (2003-2006).

 

Gabriele Basilico,
Casa della Libertà
(1998)
Alberto Garutti,
Dedicato ai Nati Oggi
(2003)
Enzo Cucchi,
L’Ombra
(2004)
vedovamazzei,
Macchie Solari
(2001)
Maurizio Cattelan,
157.000.000
(1992)