ART FELLOWSHIP: Educare con l'arte alla scuola dell'infanzia

1 Marzo 2013 (All day) to 31 Marzo 2013 (All day)

Progetto a cura dei Servizi Educativi della GAMeC
Workshop a cura di Graziella Mastrogiacomo, Educatrice museale GAMeC

in collaborazione con la prof.ssa Giuliana Sandrone, Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università degli Studi di Bergamo 

Corsisti: Chiara Arrigoni, Serena Asticher, Marcella Bosetti, Irene Capozio, Alice Catotti, Michela Cavagni, Barbara Chendi, Silvia Danesi, Liliana Colletti, Michela Coter, Giulia Fraccica, Nicole Gatti, Jessica Maggi, Maddalena Milani, Alessandra Ninni, Silvia Paluschi, Giovanni Petralli, Giorgia Pino, Maria Cristina Porro, Anita Pretto, Ilaria Scanzi, Nichol Setti, Elisa Spalla, Lorena Vercesi, Moira Zambelli, Cristina Zanchi. 

Durata: 9 ore, nel mese di aprile 2013

Il progetto è nato dalla convinzione che coinvolgere i futuri insegnanti della scuola dell’infanzia in un’esperienza educativa  sulle arti visive, sperimentate in prima persona, potesse avere una ricaduta diretta non solo sulla didattica, ma anche sulla propria formazione. Il progetto si è proposto di dimostrare come, attraverso un’impostazione metodologica coinvolgente ed operativa, si potessero ampliare  le proprie conoscenze, affinare la propria sensibilità, nel relazionarsi col mondo dell’infanzia. La “competenza creativa” viene qui considerata uno degli elementi portanti della didattica, in grado di conferire un valore aggiunto al proprio curricolo universitario. Negli incontri sono stati individuati due percorsi artistico-laboratoriali concentrati sul senso del tatto e quello della vista, temi trattati attraverso l’analisi di opere particolarmente significative, presenti nelle collezioni permanenti della GAMeC, con linguaggi figurativi e modalità diverse, le quali possono suscitare interesse, curiosità, emozioni. L’approccio  utilizzato durante i laboratori ha coinvolto molti strumenti: il racconto, la manipolazione e la sperimentazione di materiali e tecniche varie, per ricreare o interpretare un’opera d’arte. Queste attività hanno inoltre permesso di conoscere alcuni esempi di ciò che viene svolto con i bambini della scuola dell’infanzia e hanno permesso di conoscere il patrimonio museale. Il lavoro finale è stata una cartelletta realizzata da ogni corsista, contenente tutti i lavori e le schede creati durante le varie attività.

Descrizione
Durante gli incontri sono stati proposti ai corsisti i laboratori solitamente svolti con i  bambini della scuola dell’infanzia, in particolare quelle attività che hanno come protagonisti il senso del tatto e della vista. 
Il primo incontro è stato dedicato al senso del tatto; l’educatrice ha presentato gli artisti che inseriscono nel proprio lavoro il concetto di gioco e che producono opere che esaltano il senso del tatto come Baj, Picasso, Duchamp, Tinguely, Rauschemberg, Ernst, Manzù. 

Si è passati poi alla fase di laboratorio dove gli studenti sono stati invitati a svolgere le stesse azioni proposte ai bambini della scuola dell’infanzia. Partendo da una delle due teste dei personaggi presenti nel quadro di E. Baj, Omaggio floreale, 1959, i corsisti hanno costruito un proprio personaggio realizzandolo con materiali di recupero: fogli, cartoncini colorati, tessuti, fili, bottoni, cd vecchi, colori ad olio, forbici, carte colorate, tappi, colle, cucitrici…  utilizzando  diverse tecniche come il collage e il frottage. Una particolare attenzione è stata data alla creazione delle mani, le quali sono state messe ben in evidenza in quanto simbolo del tatto.

Questo primo lavoro, insieme agli altri e alle schede tecniche lasciate dall’educatrice, è stato inserito in una cartelletta che poi è stata lasciata agli studenti.
Il secondo incontro è stato dedicato al senso della vista; gli artisti presentati sono: Parmeggiani, de Chirico, Delaunay, Fontana, Zoran Music, Mirò, Calder, Klee, Lodola. 
È iniziato poi il laboratorio dove, per mostrare come la luce è composta dai colori dell’arcobaleno, gli studenti sono stati invitati a giocare con le bolle di sapone. 
Questa volta è stato proposto di creare un mobile con gli elementi del cielo: l’arcobaleno, il sole, la luna e le stelle, attraverso l’uso di cartoncini, colori a tempera, colla, pinzatrice; i mobiles sono stati poi decorati con carta regalo luccicante, tessuti, tappi e bottoni, fili, il tutto sorretto da una gruccia di filo di ferro. 

Il terzo e ultimo incontro si è svolto nelle sale della collezione permanente dove è stato chiesto ai corsisti di portare la propria cartelletta con i lavori e le schede. Sono state illustrate le opere ricollegabili al senso del tatto e della vista e sono state proposte tre brevi attività di laboratorio da svolgere nelle sale:
1) Agli studenti, seduti davanti all’opera A. Zoran Music, Suite bysantine, 1959; è stato consegnato un cartoncino nero, delle forbici e dei colori ad olio, con questi materiali sono stati invitati a rappresentare ciò che l’opera rievoca in loro.
2) Seduti davanti ai due quadri G. de Chirico, Calco dall’antico con guanto di gomma, 1955 e U. Boccioni, La cara Betty, 1909, sono stati fatti osservare i diversi modi di rappresentare l’ombra. È stato consegnato loro un cartoncino nero con dei colori ad olio, e su questo sono stati invitati a disegnare un cane o un animale, creando le ombre attraverso l’utilizzo dei colori.
3) Viene mostrata l’opera di Sutherland, St. Islimaels I, 1974; è stato consegnato agli studenti un cartoncino con dei colori a olio, ed è stato proposto loro di rappresentare ciò che evoca il quadro.

Tutti gli elaborati creati sono stati aggiunti alla cartelletta e lasciati come promemoria e spunti di lavoro agli studenti.

 

 

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