ART FELLOWSHIP: L’Arte di arrestare il tempo

  • T. Pesenti - Arrestare il tempo
  • N. Tagliabue - Cadavre Exquis
  • C. Pompili - Di spalle al presente
1 Aprile 2013 (All day) to 30 Aprile 2013 (All day)

Progetto a cura dei Servizi Educativi della GAMeC
Workshop a cura di Rita Ceresoli, Educatrice museale GAMeC

in collaborazione con il prof. Fabio Cleto, Dipartimento di Lingue, letterature straniere e comunicazione, Università degli Studi di Bergamo

Corsisti: Lorena Cornelli, Ilaria Foglieni, Georg Galos Razvan, Marco Maggioni, Renata Nicolaescu-Stoica, Tiffany Pesenti, Claudia Pirracchio, Cecilia Pompili, Alberto Rossi, Stefano Rozzoni, Nicole Tagliabue, Ivana Vesovic.

Durata: 8 ore, nel mese di aprile 2013

Il workshop è stato proposto agli studenti del laboratorio didattico Arrestare il tempo. Strumenti di decifrazione del presente e del corso di Storia del Presente  del prof. Fabio Cleto, e ha esplorato le tematiche della nostalgia e della sua relazione con il tempo, in particolare con il tempo sospeso, il tempo dell’“intervallo”, attraverso l’arte contemporanea, osservatorio privilegiato di riflessione su questi punti di attenzione. Opere d’arte attentamente selezionate, dipinti presenti nella collezione permanente della GAMeC e lavoro di artisti presenti nella mostra Pop, realismi e politica costituiranno un ottimo terreno d’indagine e riflessione sul tema della nostalgia e della sua relazione con il concetto di “tempo”; ogni opera, infatti, ha costituito una declinazione del tema. La collezione permanente, la mostra, l’intero spazio museale, inoltre, sono stati utilizzati come fonte cui attingere per esperimenti laboratoriali.

Descrizione
Nel primo incontro l’educatrice ha iniziato presentando  i temi trattati, il filo conduttore è l’idea di poter arrestare il tempo  e il concetto di intervallo, temi che poi sono stati ripresi anche durante la visita alle tre sezioni: la mostra permanente, quella dedicata a Gabellone, e infine Pop, Realismi e Politica: Brasile e Argentina, anni ’60. Strumento essenziale per tutti gli incontri è stata una valigia di cartone in cui l’educatrice ha posto quei libri e quelle immagini essenziali ad ogni incontro. La valigia oltre ad essere uno strumento può significare anche il viaggio, il tempo che viene fermato in un determinato momento; questo concetto viene collegato all'opera N. De Maria, La Valigia (l’angelo) in cui l’artista pone appunto una valigia al centro di una sala del museo. Viene così introdotto il tema dell’Arte Contemporanea, di ciò che può essere chiamato tale, riflettendo sull'importanza che, nel processo di lettura di un’opera d’arte, può avere la conoscenza dell’artista, della sua biografia e della sua poetica. La conclusione è che l’opera contemporanea inserita in un determinato contesto (museo, galleria, mostra) trova la sua unicità o aura quando ci si ferma ad analizzarla e a riflettere su di essa. 

Viene mostrato poi il breve filmato di O. Vergani, Dove si ferma il tempo, le opere di Giorgio de Chirico, A. Kertezs, L. Battaglia, Tim Rollins& K.O.S, M. Cingolani e F. Gonzales-Torres. Il denominatore comune di questi artisti si può ritrovare nella lettura di R. Barthes, La camera chiara. Vengono così introdotti i concetti di aura, punctum, intervallo, fotografia e installazione. 
Per l’incontro successivo ogni studente è invitato a fotografare (almeno 10 scatti) luoghi, persone, oggetti che frequenta abitualmente o che frequenterà per l’intera durata del corso.

Nel secondo incontro viene analizzato de Chirico, utile a introdurre il tema del tempo in chiave nostalgica. Vengono mostrate poi le opere di Manzù e di Fontana. È stata poi introdotta l’attività laboratoriale vera e propria: nella settimana tra il primo e  secondo incontro i ragazzi hanno realizzato con la macchina digitale un numero illimitato di fotografie a luoghi e oggetti. L’educatrice ha chiesto ai corsisti di utilizzare una macchina fotografica usa e getta a gruppi di tre, (ognuno ha avuto a disposizione solo 9 scatti); la consegna è stata quella di concentrarsi su più luoghi (la casa, l’università, la stazione, il museo..), con la possibilità di tornare sugli stessi soggetti e ambienti già fotografati. Questa volta, però, la scelta dei soggetti, per il basso numero di scatti a disposizione, ha dovuto essere ancora più accurata e attenta, considerando anche che la macchina fotografica usa e getta non permette, come quella digitale, di visionare immediatamente la foto scattata. 

È stata poi visitata la mostra di Gabellone, e successivamente la mostra Pop, Realismi e Politica: Brasile e Argentina, anni ’60 in cui sono stati analizzati i temi quali il tempo, l’icona, l’arte come terreno di guerriglia silenziosa ma efficace.
Nel terzo e ultimo incontro, laboratoriale, l’educatrice ha fatto sviluppare le fotografie della macchina usa e getta e le ha poste per terra, gli studenti hanno dovuto riconoscere le proprie foto e attribuire un titolo ad ognuna. È  stato così posto il quesito se il titolo fosse essenziale o meno per capire un’opera. Vengono mostrati i video di Marclay, The clock e di E. Marisaldi, Grigio non lineare, per introdurre i concetti di tempo scientifico e individuale. L’educatrice ha chiesto agli studenti di collegare con un filo le proprie fotografie con quelle degli altri, dando vita  così degli intervalli di tempo e spazi non per forza scientifici. I partecipanti hanno riflettuto sull'idea bergsoniana di tempo/durata, concepita come tempo reale e individuale, ed il filo utilizzato dai partecipanti per istituire le relazioni fra le fotografie sviluppate è tratto proprio dalla metafora di Bergson. Il tempo spazializzato, scientifico (falso, secondo Bergson, perché misurabile e geometrico) coincidente con le foto sviluppate (misurabili, circoscritte e circoscrivibile) è stato, dunque, messo in relazione con il tempo dell'"Altro" attraverso il filo di lana, e reso pertanto tempo reale, tempo della coscienza, flusso continuo, così come continuo è il filo e la relazione che esso costruisce fra le parti.
Viene creata così un’installazione degli studenti. Una volta terminata questa fase di creazione l’educatrice ha girato le fotografie e ha letto i titoli in modo da verificare se questi rispecchiano le associazioni che son state fatte solo su base dell’immagine. Infine ogni studente ha avuto la possibilità di modificare una delle proprie fotografie ponendovi sopra della carta velina bianca e disegnandoci sopra; questo sembra simile agli effetti di filtro e fotoritocco che oggi vengono utilizzati dai software del computer. All’interno di ogni fotografia si ritrova il tema dell’intervallo di tempo “bloccato”, e modificato secondo il volere del proprietario/artista.
 

 

Other images:

Altre immagini:

– N. Tagliabue - Memory
– L. Cornelli - L'oralogio
– A. Rossi - Senza Titolo
– C. Pirracchio - Senza Titolo
– I. Foglieni - senza Titolo
– M. Maggiotti - Senza Titolo
– I. Vesovic - Senza Titolo