ART FELLOWSHIP: Lo Sguardo Reciproco

1 Marzo 2013 (All day) to 31 Marzo 2013 (All day)

Progetto a cura dei Servizi Educativi della GAMeC
Workshop a cura di Giovanni Fornoni, Educatore museale GAMeC

in collaborazione con il prof. Elio Grazioli, Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Bergamo

Corsisti: Rocco Baldelli, Giulia Barcella, Roberta Bassini, Chiara Belotti, Giulia Bonetti, Monica Brignoli, Cristina Carminati, Francesca Colombo, , Beatrice Colonnetti, Alessia Dentella, Giulia Donzelli, Eleonora Fracalanza, Simone Genchi, Marusca Iannaccio, Francesca Leali, Alice Manini, Alessandro Marzetti, Simona Milesi, Paola Mondinelli, Marta Musati, Helen Nezosi, Veronica Panseri, Marco Pesenti, Patrizia Rocca, Valeria Rossi, Maddalena Russo, Luca Sonzogni, Simona Sora.

Durata: 12 ore, nel mese di marzo 2013

Ogni singolo incontro è stato pensato per introdurre al tema e al carattere - insieme teorico e laboratoriale - del percorso. Una selezione di opere tratte dal repertorio dell'arte contemporanea ha indagato la figura umana, con particolare attenzione al rapporto tra corpo e metafora, corpo e immortalità, corpo e post-human, corpo e identità. Queste sono state  le tematiche attorno alle quali costruire un dialogo che ha trovato poi la sua naturale prosecuzione nella parte laboratoriale, la cui finalità è stata quella di mantenere il proprio sguardo rivolto all'esterno e non su di sé, affinché si azzerasse il pericolo del narcisismo della visione, e ci si aprisse ad un atteggiamento “estroverso”, di apertura alla realtà esterna e di reciprocità.
Al centro di questa ricerca c’è stato dunque un oggetto intorno al quale il gruppo si è trovato a confrontarsi, ad esplorare e verosimilmente a “restituire” collettivamente l'identità dell'oggetto stesso, astraendola o rendendola tangibile attraverso connessioni fotografiche e testi scritti. Il materiale prodotto è diventato quindi momento di dialogo e confronto, restituendo lo sguardo collettivo del gruppo.

Descrizione
Gli artisti presentati nel primo incontro sono: Sislej Xhafa, Tim Rollins & Kos e John Coplans. Attraverso l’osservazione delle loro opere sono stati introdotti i concetti di performance artistica, processo creativo, installazione artistica, ed è stato introdotto il tema del ritratto. Gli studenti, condotti in una seconda sala, sono stati invitati a fotografare dei particolari di un disegno appeso al muro, e a ricercare, per il secondo incontro, un testo scritto (una poesia, un brano di un libro, una canzone, un testo scritto da loro…) che rievocasse in loro quell’immagine.
L’educatore ha iniziato il secondo incontro chiedendo agli studenti di leggere ai compagni di corso il brano selezionato, spiegano le ragioni dell’associazione fra immagine e  brano.
Successivamente gli studenti sono stati invitati a scambiarsi tra di loro le fotografie scattate nel primo incontro, sono stati suddivisi in gruppi di tre, ed ogni corsista è intervenuto liberamente sulla fotografia di un compagno con pastelli a cera, penne e pennarelli. Finito questo intervento, l’immagine è stata riconsegnata al legittimo proprietario il quale, durante la settimana, ha scattato a sua volta una fotografia che rievocasse l’immagine stessa. Terminata la fase laboratoriale è stato presentato il tema del Post Human attraverso l’analisi di una serie d’artisti: Matthew Barney,  Cindy Sherman e Orlan.
Durante terzo incontro sono stati trattati i temi di mortalità e immortalità; gli artisti presentati sono stati Gino de Dominicis e Giorgio de Chirico. Gli studenti sono poi invitati a commentare la scelta della fotografia scattata, messa a confronto con la prima immagine rielaborata.
Nel quarto e ultimo incontro è stata presentata una serie di artisti che possono essere ricollegati a quelli analizzati precedentemente: Giulio Paolini, Luigi Ontani, Shirin Neshat e Alberto Savinio. Per concludere il laboratorio è stato realizzato un video in cui ogni studente, in successione, ha attaccato sopra il disegno originale l’immagine rielaborata, il testo e la fotografia scattata. Il concetto è che i diversi sguardi che hanno guardato il primo disegno, e che poi lo hanno reinterpretato in diversi modi, vengono qui sovrapposti e uniti in uno sguardo collettivo.