#VOLTORABBIASTRADA – Secondo incontro

13 Gennaio 2015 - 12:06pm

Ambivere, 13 gennaio 2015

Siamo all'Oratorio, a fianco della Chiesa.
Stasera siamo in 45 persone. L'ultima volta ci siamo congedati restituendo i fogli con i nostri scarabocchi senza nome, ora Rita ce li restituisce e noi siamo invitati ad aprire il cassetto della memoria per riconoscere il nostri segni grafici...
Il taccuino: costruito con le nostre mani (strisce di fogli di carta legati da fili di lana colorati) sarà il nostro prezioso strumento di viaggio, ci servirà per annotare ciò che ci passa per la testa e abbiamo paura di perderlo.
Ascoltando la canzone di Eugenio Finardi "Come in uno specchio" annotiamo le nostre prime riflessioni libere sulla prima parola delle tre che danno il titolo del nostro percorso: il volto.
L'obiettivo di Rita è quello di stimolare la nostra immaginazione proponendoci opere d'arte che hanno come soggetto lo sguardo, il viso o particolari di esso.
Gli spunti sono colti e intelligenti e superano il modo di ritrarre seguendo le convenzioni, si spazia dall'Arte Povera, provocatoria per scelta, con Michelangelo Pistoletto con "Specchio" del 1970 e Giuseppe Penone con "Rovesciare i propri occhi", del medesimo anno.
Fino a giungere ad oggi con Evan Baden con la serie di "The Illuminated" del 2007 e Robbie Cooper con "The Immersion", del 2008. 
A questo punto partono le nostre sperimentazioni...divertenti...usando i nostri mezzi tecnologici. Abbiamo dipinto parti dei visi degli altri, che ci hanno colpito, li abbiamo evidenziati coi colori...malgrado le prime resistenze.
Abbiamo terminato con le opere di Christian Boltanski "Sans fin" del 2011 e "Les Ecolier d'Oiron" che è un'opera d'identità, senza la memoria non esiste futuro. Dobbiamo dare nuovo senso alla memoria, rendere più solida l'identità del luogo.

Anche la Chiesa è casa nostra ed è giusto che ci sia qualcosa che parli dei suoi parrocchiani.
Grazie a tutti!

Report a cura di Claudia Sisti

 

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