MALEVIČ - Prorogata fino al 24 gennaio!

  • Casa rossa, 1932
  • Composizione con la Gioconda, 1914
2 Ottobre 2015 - 10:00am to 24 Gennaio 2016 - 8:00pm
— A cura di: Evgenija Petrova e Giacinto Di Pietrantonio

 

AVVISO! L’esposizione che celebra alla GAMeC di Bergamo il genio di Kazimir Malevič, nel centenario della nascita del Suprematismo, viene prorogata fino al 24 gennaio 2016. E nell’ultimo weekend orari di visita prolungati, il venerdì e il sabato, fino alla mezzanotte.

Un grande successo di pubblico quello della mostra che alla GAMeC di Bergamo ricorda, nel centesimo anniversario dalla prima esposizione di opere suprematiste, l’estro di Kazimir Malevič. Al punto da portare alla proroga fino al 24 gennaio 2016: una settimana in più del previsto, dunque, per ammirare i capolavori che hanno segnato un punto di svolta epocale per la formulazione del linguaggio astratto.

Alla proroga si aggiunge la scelta di prolungare nel corso del suo ultimo fine settimana l’orario di apertura della mostra. Venerdì 22 e sabato 23 gennaio l’esposizione resterà quindi aperta con orario continuato dalle ore 9:00 alle ore 24:00; confermato invece per giovedì 21 gennaio il consueto orario prolungato alle 22:00.

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Inaugurazione: 1 ottobre, ore 19:00

La mostra restituisce un ritratto esaustivo di un autore chiave del XX secolo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici più intensi del Novecento.

L’esposizione presenta 50 opere di Kazimir Malevič, accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati.

In mostra, inoltre, il video dello spettacolo Vittoria sul Soleprima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevič con Michail Matjušin e Aleksej Kručënych.

 

Dal 2 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016, la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita una retrospettiva dedicata a Kazimir Malevič (Kiev, 1879 – Leningrado/San Pietroburgo, 1935), figura centrale e insostituibile dell'arte moderna, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici più intensi del Novecento.

Curata da Evgenija Petrova - Vice Direttore del Museo Russo di Stato di San Pietroburgo, e Giacinto Di Pietrantonio - Direttore della GAMeC di Bergamo, coprodotta dalla GAMeC e da GAmm - Giunti Arte mostre musei, in collaborazione con il Museo Russo di Stato di San Pietroburgo, la mostra, unica nel suo genere per completezza e per l’accurata indagine storico-critica, accoglie 50 opere di Malevič accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati relativi al periodo storico di riferimento.

L’iniziativa si tiene a cento anni dalla nascita del Suprematismo, la più radicale tra le avanguardie storiche del Novecento di cui Malevič è stato fondatore, leader, e maggiore interprete. Dopo la mostra alla Tate di Londra del 2014 - in cui sono state esposte alcune delle opere visibili anche in GAMeC - ad ottobre il museo bergamasco celebra quest'importante ricorrenza, in coincidenza con l'appuntamento della Fondazione Beyeler di Basilea che proporrà la ricostruzione della sala suprematista del 1915.

Malevič è internazionalmente considerato parte della triade pioneristica che ha aperto le nuove strade dell’arte del XX secolo: se Picasso ha contribuito maggiormente al rinnovamento della tradizione figurativa e Duchamp di quella concettuale, Malevič è colui che ha dato vita all’egemonia della tradizione dell’arte astratta, ancor oggi determinante.

La sua è stata, e continua a essere, una personalità chiave per il secolo scorso, grazie a una produzione complessa, che va oltre il solo lavoro astratto e la nascita del Suprematismo, corrente artistica fondamentale per lo sviluppo dell’arte del XX secolo.

Malevič, infatti, è un artista dalle molteplici sfaccettature; dopo un esordio simbolista e neoimpressionista, che riconsiderava le conquiste dell’arte affermatesi a Parigi verso la fine del XIX secolo, ha abbracciato lo sviluppo del Cubofuturismo, movimento che sintetizzava le conquiste del Cubismo francese di Braque e Picasso e del Futurismo italiano di Balla e Boccioni. Il suo è stato un percorso iniziale comune ad altri artisti russi suoi coetanei, quali Kandinskij, con cui partecipò alle prime collettive d’avanguardia.

Il percorso espositivo si apre con il periodo simbolista di Malevič, dai dipinti raffiguranti paesaggi con filari di alberi del 1906, al famoso autoritratto con fiocco rosso del 1907, che sembra non ignorare la lezione dei Fauves. Questi lavori saranno messi in relazione con quelli, cronologicamente precedenti, del maestro simbolista Il’ja Repin, e con quelli contemporanei di Natalija Gončarova, Il candeggio del lino (1908), e di Michail Jakovlev, Boschetto sacro (Figure femminili nel giardino. In preghiera) (1904-1907).
Si continua con un’approfondita sezione relativa agli anni Dieci, all’inizio dei quali – precisamente nel 1913 – Malevič redige, insieme ad altri artisti, il Manifesto del Primo Congresso Futurista.
A questo periodo risale lo spettacolo Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevič con Michail Matjušin e Aleksej Kručënych, nella quale sono visibili i tratti distintivi del Suprematismo, con un primo accenno al Quadrato nero.
Tale opera, rappresentata una sola volta nel 1913, è stata filologicamente ricomposta sui disegni originali di Malevič – presenti in mostra – sulla musica e sui testi ritrovati negli archivi, dove erano stati sepolti durante gli anni del regime, e sulle poche immagini fotografiche esistenti. La mostra accoglie il video dello spettacolo e la ricostruzione di 19 costumi di scena.

A questo periodo appartengono i celebri dipinti, tutti esposti, quali Vacca e violino (1913), Ritratto perfezionato di Ivan Kljun (1913), Composizione con la Gioconda (1914) e alcuni disegni degli stessi anni messi a confronto con le tele Piccoli russi (Ucraini) (1912) di David Burljuk, Ciclista (1913) di Natalija Gončarova e altre ancora.
Seguono gli anni in cui, in occasione dell’Ultima Mostra Futurista 0.10 del 1915, Malevič lancia il Suprematismo, con l’intenzione di affermare il predominio della pura sensibilità dell’arte che troverà applicazione non solo in pittura, ma anche in architettura e design, soprattutto a livello di sperimentazione e modellistica.

In questa sezione si potranno ammirare capolavori come Quadrato Rosso (1915) e i coevi Suprematismo (1915-1916) o ancora la sua opera più riconosciuta, il Quadrato nero, insieme a Cerchio nero e Croce nera (1923).

Gli anni Venti rappresentano un periodo di massima espansione teorica per Malevič, che abbandona “il pennello arruffato per la penna aguzza” e si dedica a scritti, appunti, disegni. È in questa decade che è concentrato il nucleo suprematista che rivela una ricerca molto più avanzata rispetto a quella che trapela dalle opere di altri colleghi,quali Ritratto di un filosofo (1915) di Ljubov’ Popova o Composizione non-oggettiva (Suprematismo) di Ol’ga Rozanova. Sono esposte, inoltre, alcune icone russe del XV e XVI secolo, che documentano quanto Malevič abbia tratto ispirazione da esse.

Accanto alle opere pittoriche di Malevič sono presentati anche esempi della sua produzione legata al design e all’architettura, a testimonianza dell’idea d’arte totale d’avanguardia volta a eliminare i confini tra arte e vita. Tra questi, i plastici Architekton degli anni Venti che trasmettono l’utopia della città futura immaginata all’epoca, le pitture smaltate su porcellana e le tele-progetto per tessuti dal decoro suprematista, che Malevič realizza a partire dal 1919, gli acquerelli Tribuna per oratori e Modello per un dipinto murale (1920) e i bozzetti per gli abiti suprematisti (1923).

Le opere suprematiste, pur costituendo il nucleo centrale della mostra, non esauriscono l’indagine sull’evoluzione artistica di Malevič, che giunge fino al 1934, un anno prima della sua morte.

Il percorso espositivo prosegue infatti investigando altri due periodi, in cui è possibile ravvisare la progressiva stalinizzazione della Russia che sottopose a censura artisti e intellettuali e che li spinse ad abbracciare i dettami del realismo socialista. A questa costrizione Malevič, obbligato a rimanere in Russia, risponde dapprima con un’arte figurativa, accostando geometriche zone di colore volte a formare uomini e donne manichino, memori dei costumi teatrali da lui disegnati nel 1913, e in cui le teste, ovali senza volto, segno dell’annullamento dell’individuo in atto in quegli anni, ricordano in parte i manichini di de Chirico, artista che Malevič teneva in considerazione secondo i ricordi del suo allievo Konstantin Rodzdestvenskij.

Quella di Malevič è una ricerca che non si concede completamente ai dettami del regime; al contrario, il Suprematismo è ancora in molti casi evidente. Un esempio è rappresentato dall’opera Casa rossa (1932), in cui la parete che regge il tetto altro non è se non un rimando al Quadrato rosso.

La mostra accoglie, infine, un importante nucleo di opere realizzate nei suoi ultimi anni di vita, composto da una quindicina di oli in cui è possibile vedere come, pur sotto assedio della dittatura, la sua pittura continui a mostrare una potenza espressiva innovativa, particolare che appare evidente dalla relazione degli stessi soggetti trattati contemporaneamente da altri artisti, quali Corsa (1932-1933) di Aleksandr Dejneka, Esercitazioni del Komsomol (1932-1933) di Aleksandr Samochvalov o Fantasia (1925) di Kuzma Petrov-Vodkin.

Una forza creatrice e inventiva che appare evidente anche nell’ultima sezione, con il ritorno a un certo “realismo” di ispirazione rinascimentale i cui temi, in particolare quello della classe operaia e contadina, ma soprattutto del ritratto e autoritratto, sono stati al centro della riflessione di Malevič sin dai primi lavori.

 

In occasione della rassegna, i Servizi Educativi della GAMeC hanno promosso il progetto Tutti Pazzi Per Malevič, con il fine di costruire una rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni, enti della città e della provincia di Bergamo, riunendoli in un network d’eccellenza.

Tutti Pazzi Per Malevič, supportato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, vuole essere un investimento culturale di qualità sulla Città, che vede la GAMeC capofila di una nuova modalità progettuale, mirata alla valorizzazione delle risorse generate dalla mostra.
Tutti gli eventi sono raccolti e documentati all’interno del sito internet www.tuttipazzipermalevic.it.

 

Catalogo GAmm Giunti.

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MALEVIČ
Bergamo, GAMeC
2 ottobre 2015 - 17 gennaio 2016

Biglietti
Intero: € 12,00
Ridotto: € 10,00
Scuole: € 3,00 (gratuito per le Scuole dell’Infanzia)

Biglietto gruppi (max. 25 persone)
< 15 PERSONE: intero € 12,00 a persona
> 15 PERSONE: ridotto € 10,00 a persona
Diritto di prenotazione: € 1,00 a persona

Ingresso famiglia
1 adulto +1 bambino (6-14 anni): Euro 16,00
2 adulti + 1 bambino (6-14 anni): Euro 20,00
2 adulti + 2 bambini (6-14 anni): Euro 25,00

INGRESSO CONGIUNTO  CON ACCADEMIA CARRARA € 14,00

INGRESSO CONGIUNTO  CON "IO SONO IL SARTO" € 16,00

INGRESSO CONGIUNTO CON MOSTRA CHAGALL € 14,00


Orari
da martedì a venerdi: 9:00-19:00
giovedì: 9:00-22:00
sabato e domenica: 9:00 - 20:00
lunedì chiuso; aperto per le scuole (su prenotazione)

La biglietteria chiude un’ora prima.
Accesso in mostra fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

 

AVVISO - APERTURE E CHIUSURE STRAORDINARIE

24 dicembre 09:00-15:00

25 dicembre chiuso

26 dicembre 09:00-20:00

31 dicembre 09:00-15:00

1 gennaio 15:00-19:00

6 gennaio 09:00-19:00

22 e 23 gennaio 09:00 - 24:00

PRENOTAZIONE INIZIATIVE SINGOLI e GRUPPI SCOLASTICI
Tel . 035 235345 (da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:00)
e-mail: mostramalevic@gamec.it

Chiusura straordinaria Call center – Scuole
7 e 8 dicembre 2015 
dal 21 dicembre 2015 al 3 gennaio 2016
6 gennaio 2016

PRENOTAZIONE GRUPPI
Ad Artem Tel. 02 6597728 (da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:00)
e-mail: info@adartem.it

Chisura Straordinaria Call center - Gruppi
7 e 8 dicembre 2015
24 - 27 dicembre 2015
1-3 gennaio 2016
6 gennaio 2016


Internet: www.mostramalevic.itwww.tuttipazzipermalevic.it

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Francesco Sala, tel. 02 36 755 700
francesco.sala@clponline.it; www.clponline.it
Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

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Altre immagini:

– Mucca e violino, 1913
– Quadrato nero, 1923
– Ragazze in un campo, 1928-29
– Studio per affresco. Autoritratto, 1907
– Sportivi, 1930-31