La nuova stagione di Radio GAMeC, Pedagogy of Hope, a cura di Lorenzo Giusti e Lara Facco, è Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (pre-apertura 6-8 maggio 2026; apertura al pubblico da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026).

Da martedì 5 a domenica 10 maggio sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio veneziana che trasmette in FM dal centro storico, tra Arsenale e Giardini.

La programmazione proseguirà online fino al 22 novembre sul sito di Radio GAMeC e sui canali dedicati al progetto.


Riparte Radio GAMeC, la piattaforma digitale della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo nata nel 2020 in risposta al lockdown e riconosciuta a livello internazionale come modello innovativo di pratica museale.

Per la sua settima edizione, Radio GAMeC approda a Venezia come Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presentando Pedagogy of Hope.

Il titolo del progetto riprende quello della programmazione 2026 del museo – dedicata all’educazione come pratica di libertà e trasformazione – condividendone temi e obiettivi attraverso una rilettura della piattaforma radiofonica come dispositivo di ascolto e strumento di apprendimento critico e partecipato.

Concepita fin dalla sua costituzione come archivio digitale di voci, riflessioni e immaginari, Radio GAMeC riparte da Venezia in forma di emittente temporanea: da martedì 5 a domenica 10 maggio, durante la settimana di opening della Biennale Arte 2026, Pedagogy of Hope sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e unica a trasmettere ancora oggi in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini.

La sede “fisica” di Pedagogy of Hope sarà aperta al pubblico come spazio di ascolto, incontro e partecipazione, combinando la fruizione in presenza con la trasmissione in FM sulle frequenze di Radio Vanessa e in streaming sul sito e sui canali dedicati al progetto. I contenuti saranno poi archiviati online e resi disponibili come patrimonio pubblico accessibile a tutti.

Le riflessioni da cui prende avvio il nuovo ciclo si fondano sullo stesso orizzonte teorico che orienta la programmazione 2026 del museo, ispirata agli studi del pedagogista brasiliano Paulo Freire e dei quali propone una rilettura e un’attualizzazione. Oggi è necessario interrogarsi su quali conoscenze e competenze siano indispensabili per comprendere e trasformare la realtà contemporanea, così come su quali pratiche educative possano favorire autonomia e pensiero critico in un contesto di conflitto allargato e in cui algoritmi e flussi digitali orientano in modo sempre più automatico i processi di apprendimento.

Centrale sarà anche la riflessione su come i processi dialogici possano integrarsi con l’expertise disciplinare delle istituzioni culturali. Si tratta, in altre parole, di chiarire cosa significhi educare oggi e attraverso quali strumenti.

Pedagogy of Hope valorizzerà in particolare prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche, ponendole in dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, ideato da Koyo Kouoh (1967-2025). Le “chiavi minori” diventano così non solo un riferimento tematico, ma un approccio pedagogico capace di interrogare il presente e aprire spazi di immaginazione e speranza.

Il palinsesto sarà sviluppato come un processo aperto e dinamico, costruito progressivamente attraverso incontri e relazioni nate nel corso della Biennale Arte 2026 e successivamente. La programmazione si articolerà in una serie di conversazioni con artisti, curatori, pedagogisti, attivisti, ricercatori e professionisti provenienti da ambiti disciplinari differenti, con l’obiettivo di attivare un confronto ampio e trasversale sui temi al centro del progetto.

Dopo la settimana inaugurale, la programmazione di Radio GAMeC proseguirà fino al 22 novembre, data di chiusura della Biennale Arte 2026, con appuntamenti online disponibili sul sito radio.gamec.it e sui canali dedicati al progetto.

Le trasmissioni digitali non costituiranno solo un’estensione temporale dell’attività in presenza, ma forniranno l’occasione per consolidare e ampliare un archivio orale dell’apprendimento, accogliendo nuove voci, esperienze e riflessioni emerse nel corso della manifestazione.