Prosegue la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il prestigioso network dedicato alla videoarte, nato nel 2008 da un’iniziativa della Whitechapel Gallery di Londra, che coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni d’arte contemporanea internazionali – ad oggi oltre venti – e artisti provenienti da tutto il mondo.

Anche per questa tredicesima edizione continua il format inaugurato lo scorso anno, quando musei e istituzioni, chiusi a causa della pandemia, hanno promosso online le opere video selezionate dal network, attraverso i propri siti web e i propri canali social.
L’edizione 2021 della rassegna sarà però ibrida, e prevedrà, ove possibile, anche la possibilità di fruizione in presenza nelle diverse realtà espositive nel mondo.

Come di consueto, ciascuna istituzione è stata invitata a segnalare un artista del proprio Paese e a presentare il suo lavoro attraverso un’opera video in relazione alla tematica proposta, che per questa edizione è la “Cura”.

Le curatrici Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni hanno selezionato per la GAMeC l’artista e filmmaker Giulio Squillacciotti (Roma, 1982) con What Has Left Since We Left (2020), visibile a questo link.

Dal 28 aprile al 23 maggio 2021 il lavoro sarà ospitato nello Spazio Zero della GAMeC.

Dal 15 aprile, e con cadenza settimanale, il nostro sito ospita inoltre una selezione dei film proposti dalle altre istituzioni partecipanti: Whitechapel Gallery, Londra; Crawford Art Gallery, Cork; Museum of Modern Art, Varsavia; Istanbul Modern, Istanbul; Contemporary Art Centre – CAC, Vilnius; Bonniers Konsthall, Stoccolma; Ballroom Marfa, Marfa, Texas; Hammer Museum, Los Angeles; Fundación Proa, Buenos Aires.

Questa settimana presentiamo i lavori di Patty Chang e di Julia Sbriller & Joaquín Wall.

Patty Chang
Invocation for a Wandering Lake 1 & 2, 2016

Selezionato da Ballroom Marfa, Marfa, Texas

Il corpo senza vita di una balena galleggia al largo delle Fogo Islands, un ex centro di pesca. L’artista Patty Chang compare mentre, meditabonda, lava l’animale deceduto. Con la stessa attenzione strofina il relitto di una nave abbandonata nel deserto del Muynak, Uzbekistan, un porto defunto nel ritirato Mare d’Aral. Questi atti ripetitivi sono visti come assurdi e non necessari, poiché queste entità non potranno mai tornare in vita. Lei però continua ad eseguire questi rituali di cura, forse in un tentativo di elaborare la loro fine fatale.

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo sperimentato perdite estreme a causa della pandemia in corso. Se dobbiamo creare nuovi modi di vivere, forse dobbiamo in primo luogo trovare dei modi per esternare il lutto e dedicarci alla contemplazione attraverso rituali di cura, come suggerisce il film.

Julia Sbriller & Joaquín Wall, in collaborazione con Roco Corbould
Torontoides, 2020

Selezionato da Fundación Proa, Buenos Aires

Torontoides si interroga su come viaggiare attraverso un passaggio interno alla Terra, sfidando la legge di gravità e questioni fino ad ora conosciute, con lo scopo di unire poli opposti del pianeta attraversando un canale intraterrestre. Nel video alcune persone saltano dentro l’ignoto, affidando le proprie vite al resto del gruppo.

Note biografiche

Patty Chang (1972) vive a Los Angeles. È un’artista ed educatrice che utilizza performance, video, installazioni e forme narrative per trattare temi quali l’identità, il genere, il transnazionalismo, l’eredità coloniale, l’ambiente, progetti infrastrutturali su larga scala e soggettività influenzate. Il suo lavoro è stato esibito a livello nazionale e internazionale, in istituzioni quali Museum of Modern Art, New York; Guggenheim Museum, New York; New Museum, New York; M+ Museum, Hong Kong; BAK, Basis voor actuele Kunst, Utrecht; Hammer Museum, Los Angeles; Chinese Arts Centre, Manchester, England; Museum of Contemporary Art, Chicago; San Francisco Museum of Modern Art; Times Museum a Guangzhou, China; Moderna Museet a Stoccolma, Svezia. Ha ricevuto la United States Artist Fellowship, il Rockefeller Foundation Grant; è stata selezionata per l’Hugo Boss Prize e ha conseguito la Guna S. Mundheim Fellowship in the Visual Arts all’Accademia Americana di Berlino. Insegna all’Università della California del Sud di Los Angeles.

Julia Sbriller (1986) e Joaquín Wall (18 aprile 1986) sono un duo artistico multidisciplinare di base in Argentina. Il loro lavoro, ibrido e sperimentale, attinge a una varietà di mezzi, tra cui la performance, l’architettura, la scultura, la coreografia, il video e le installazioni. Hanno esposto in diverse istituzioni, tra cui Swab Barcelona Art Fair (ES), Buenos Aires Photo (AR), Fundación Proa, Buenos Aires (AR), Munar Arte, Buenos Aires (AR), Art Gallery of Burlington, Ontario (CA), Bendita Tu Fest, Barcellona (ES).