La GAMeC presenta In The Forest, Even The Air Breathes (Nella foresta, persino l’aria respira), il progetto del curatore indiano Abhijan Toto nominato vincitore, nel giugno 2019, della X edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize.

La giuria, presieduta da Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC, e composta da Caroline Bourgeois, Conservatrice della Pinault Collection di Venezia, Nicola Ricciardi, allora Direttore Artistico delle OGR di Torino e Li Zhenhua, Curatore indipendente, Berlino/Zurigo, ha assegnato il Premio al progetto di Abhijan Toto, nominato da Sebastian Cichocki, Capo Curatore del Museum of Modern Art di Varsavia, per il modo in cui ha saputo sviluppare la riflessione teorica intorno alla natura intesa come nuova forma di cosmologia transculturale, con un approccio curatoriale sperimentale e collettivo.

In The Forest, Even The Air Breathes nasce dalla ricerca intrapresa dal Forest Curriculum, piattaforma “indisciplinare” e pedagogica che promuove la necessità di un immaginario localizzato dell’attuale era ecologica, proponendo, come alternativa al principio di “planetarietà” insito nel concetto di Antropocene, i sistemi cosmologici di Zomia, la fascia forestale che si estende dal nordest dell’India attraverso le Chittagong Hill Tracts del Bangladesh, lo stato di Shan, l’entroterra dell’Isan in Thailandia, le foreste tropicali della penisola malese fino alle Cordigliere delle Filippine.

Rifiutando la visione antropocentrica occidentale che, storicamente, ha favorito lo sfruttamento e l’impoverimento dei territori considerati periferici, il Forest Curriculum propone la cosmologia di Zomia come riferimento per immaginare forme di conoscenza dei mondi che abitiamo insieme ad altre specie. La cosmologia di Zomia è la modalità con cui ci relazioniamo alla vita e alla materia, il rapporto non disciplinato tra scienza e mito, storia e geologia, esseri umani e non umani.

L’esposizione – articolata in tre sezioni che riuniscono i lavori di sette artisti internazionali – promuove una più consapevole e radicata idea di natura, ripensando la decolonizzazione dei territori oltre le storie nazionali, immaginando nuovi modi di pensare, fare filosofia, lavorare e agire con spirito di solidarietà e in accordo con diverse cosmologie.

I lavori di Nguyen Trinh Thi e Robert Zhao Renhui, nel confrontarsi con luoghi in cui narrative complesse sono state fagocitate o cancellate, ripensano il principio dell’osservazione auspicando nuovi modelli di indagine sulle identità dei luoghi.

Approfondendo storie di guerra e di occupazione, le opere di Sung Tieu, Karl Castro e Joydeb Roaja esaminano il nesso tra il complesso militare-industriale-forestale, i movimenti dei popoli e la resistenza. Questi lavori si focalizzano sulla concatenazione tra le storie di violenza – sia essa imperialista, neocoloniale o perpetrata dagli stati-nazione postcoloniali – e sull’intreccio tra questa violenza e la natura.

I progetti di Khvay Samnang e Soe Yu Nwe si soffermano sul rapporto tra spiriti e umani, presentando visioni personali e politiche di ciò che esiste tra i due mondi. I lavori di questi artisti si concentrano sulla capacità di cambiare forma, centrale nella costruzione dell’identità in Zomia, dove anche gli spiriti devono mutare di fronte alla realtà politica e dove i confini definiti dalle nazioni possono ritrasformarsi nel magico spazio della foresta.

In diretto dialogo con le opere in mostra, cinque pubblicazioni a cura di artisti e ricercatori – Christian Tablazon, Pujita Guha, Huiying Ng, Wong Bing Hao e Chairat Polmuk; prodotte in collaborazione con RAR Editions – illustrano le modalità per rapportarsi a Zomia come campo di studio.

Artisti
Khvay Samnang (Phnom Penh)
Soe Yu Nwe (Yangon)
Sung Tieu (Hanoi/Berlino/Londra)
Karl Castro (Manila)
Robert Zhao Renhui (Singapore)
Joydeb Roaja (Chittagong)
Nguyen Trinh Thi (Hanoi)

Progetti editoriali
Christian Tablazon (Manila)
Pujita Guha (Santa Barbara)
Huiying Ng (Singapore)
Wong Bing Hao (Singapore)
Chairat Polmuk (Bangkok/Khon Kaen)
con RAR Editions (Yogyakarta)

A cura di
Abhijan Toto (Bangkok/Seoul)