Pedagogia della Speranza prosegue il suo percorso con una serie di incontri che mettono in dialogo voci autorevoli del pensiero contemporaneo e realtà di ricerca indipendenti, rafforzando la vocazione del progetto a essere spazio di confronto e sperimentazione.
Domenica 17 maggio, ore 10:00-13:00
Gruppo Ippolita
Corpi digitali, relazioni post-umane
Laboratorio per adulti
GAMeC
In collaborazione con Festival ORLANDO
Per il nuovo appuntamento con il Public Program di Pedagogia della Speranza la GAMeC presenta un laboratorio a cura di Ippolita, collettivo di ricerca indipendente e interdisciplinare che, dal 2004, studia le tecnologie digitali e il loro impatto sociale e politico, unendo approcci legati all’hacking, alla controcultura e al femminismo.
In occasione del laboratorio Corpi digitali, relazioni post-umane alla GAMeC, il gruppo prenderà le mosse dall’analisi delle piattaforme digitali, strumenti progettati per orientare scelte, desideri e bisogni affettivi, ai quali spesso inconsapevolmente deleghiamo memoria, attenzione e relazioni. L’approccio adottato da Ippolita è quello della pedagogia hacker, che promuove un atteggiamento critico nei confronti della tecnologia e intende la conoscenza come un bene comune.
Verrà proposto un percorso di autodifesa digitale per affrontare i contesti in cui le relazioni sessuo-affettive vengono modellate da dinamiche tecnologiche. Insieme alle e ai partecipanti cercheremo di riconoscere i meccanismi che ci condizionano, per immaginare relazioni fondate sulla reciprocità e non sullo sfruttamento.
Il laboratorio si configura come uno spazio di ascolto e di non giudizio, aperto a tutte le soggettività, con particolare attenzione alle identità spesso marginalizzate nel discorso pubblico.
Partecipazione è gratuita; posti limitati
Prenotazione obbligatoria: biglietteria@gamec.it
PROSSIMI APPUNTAMENTI
A giugno il collettivo svizzero microsillons porterà a Bergamo Communes évidences, un laboratorio nato da un lungo processo di ricerca dedicato al lavoro di Paulo Freire. Il percorso, presentato per l’apertura della programmazione al Palazzo della Ragione, inviterà a riflettere su quali saperi, strumenti e pratiche sia oggi urgente educare per ripensare il mondo in comune, coinvolgendo i/le partecipanti nella sperimentazione di pedagogie diverse — ecopedagogie, pedagogie del comune, della decrescita, creolizzate, queer e postcoloniali — capaci di rendere visibili le oppressioni, sostenere le lotte e rafforzare alleanze e forme di solidarietà.

