La nuova stagione di Radio GAMeC, Pedagogy of Hope, a cura di Lorenzo Giusti e Lara Facco,riparte da Venezia martedì 5 maggio comeEvento Collaterale della Biennale Arte 2026.

Fino a domenica 10 maggio sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e unica a trasmettere ancora oggi in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini.

Pedagogy of Hope condivide temi e obiettivi della programmazione 2026 del museo, ispirata all’opera del pedagogista brasiliano Paulo Freire e dedicata all’educazione come pratica di libertà e trasformazione.

Quali conoscenze e competenze sono necessarie per comprendere e trasformare la realtà contemporanea? Quali approcci pedagogici permettono di sviluppare autonomia, responsabilità e pensiero critico, anche di fronte a contesti che ci “educano” in modo automatico attraverso algoritmi e flussi digitali? In altre parole, educare a cosa? Ed educare come? Sono queste le domande che guideranno le conversazioni di Radio GAMeC – Pedagogy of Hope.

In dialogo con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, ideato da Koyo Kouoh (1967-2025), il progetto valorizzerà prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche, ripensando la piattaforma radiofonica come dispositivo di ascolto e strumento di apprendimento critico e partecipato.

Il programma si articolerà in una serie di dialoghi in italiano e in inglese, con ospiti provenienti da diversi ambiti di ricerca. Il palinsesto si svilupperà come un processo aperto e dinamico, costruito progressivamente attraverso incontri e relazioni nate nel corso della Biennale Arte 2026 e nei mesi successivi.

Durante la settimana veneziana, ampio spazio sarà dedicato alle arti visive e performative, con la partecipazione di artiste e artisti internazionali. Le voci e le esperienze, tra gli altri, di Éric Baudelaire, blaxTARLINES KUMASI, Eglė Budvytytė, Natalia Lassalle-Morillo, Nonument Group, Gala Porras-Kim, Himali Singh Soin & David Soin Tappeser arricchiranno la programmazione con narrazioni sulle pratiche contemporanee e riflessioni critiche sulle urgenze educative del nostro tempo.

Ad ampliare il dialogo contribuiranno autrici e autori quali Aliaskar Abarkas, Sammy Baloji, Chiara Bersani, Chiara Camoni, Gabrielle Goliath, Ahmet Öğüt, Hito Steyerl, Cecilia Vicuña — per citarne solo alcuni — che esploreranno temi come l’estetica della disabilità, la decolonialità e la mediazione digitale della realtà.

Prospettive curatoriali ed educative saranno approfondite da professionisti del panorama internazionale, quali la ricercatrice Els Silvrants-Barclay, le curatrici Ute Meta Bauer e Janna Graham e i curatori Philippe Pirotte e Sam Thorne, mentre l’ambito scientifico e tecnologico sarà esplorato attraverso i contributi dell’esperto di data science e intelligenza artificiale Georg Fuchs, del professore di Ingegneria Informatica Juan Carlos De Martin, del filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, della semantica computazionale Aurélie Herbelot e del ricercatore di tecnologie quantistiche Tommaso Calarco.

Sguardi critici sul mondo dei media e dei cultural studies saranno delineati da Marie Moïse, scrittrice e docente di comunicazione interculturale, e da McKenzie Wark, teorica e scrittrice tra i massimi esperti di media theory. Il programma si estenderà inoltre al campo dell’antropologia, con Tim Ingold, e alla musica, con il trombettista e compositore Paolo Fresu.

I primi episodi della stagione vedranno l’alternarsi di numerosi host che affiancheranno Lorenzo Giusti e Lara Facco nella conduzione. Il progetto si avvarrà del contributo di un team corale di professionisti che include, tra gli altri: Barbara Casavecchia, Andrea Contin, Guia Cortassa, Micaela Deiana, Silvia Franceschini, Ilaria Gadenz, Valentina Gervasoni, Ilaria Gianni, Irene Guandalini, Alice Labor, Greta Martina, Barbara Meneghel, Lucia Pietroiusti, Nicola Ricciardi e Jelena Sofronijevic.

Nuovi collaboratori si uniranno al progetto nel corso dei mesi, arricchendo progressivamente un palinsesto che manterrà la propria natura aperta, per restituire una pluralità di sguardi lungo l’intero arco della stagione.

Ciascun episodio sarà introdotto dal brano musicale Pedagogy of Hope, realizzato appositamente per il progetto dalla compositrice e performer keniota Nyokabi Kariũki, la cui pratica spazia dalla musica classica contemporanea all’elettronica sperimentale, dal sound art alle tradizioni musicali dell’Africa orientale.

Durante la settimana, la sede “fisica” di Pedagogy of Hope — al 1923 di Fondamenta de la Tana, Sestiere Castello — sarà aperta quotidianamente al pubblico come spazio di ascolto, incontro e partecipazione, integrando l’esperienza in presenza con la diffusione in FM su Radio Vanessa e in streaming sulla nuova web radio della GAMeC (radio.gamec.it).

La programmazione di Radio GAMeC proseguirà fino al 22 novembre, data di chiusura della Biennale Arte 2026; i contenuti prodotti confluiranno nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e saranno successivamente resi disponibili online come risorsa pubblica accessibile a tutti.