La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è stata inaugurata nel 1991.

Modello virtuoso di gestione condivisa pubblico-privato, il museo ha sede negli spazi dell’antico Monastero delle Dimesse e delle Servite, il cui restauro è stato realizzato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta dallo Studio Gregotti Associati.

La programmazione diversificata l’ha resa negli anni uno spazio poliedrico in grado di coinvolgere pubblici diversi con attività mirate. Con i suoi 1500 metri quadrati di superficie espositiva, la GAMeC è un luogo che accoglie l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme.

Mostre temporanee personali e collettive di artisti internazionali e un ricco calendario di attività collaterali pensate per diverse tipologie di pubblico sono il punto di forza della politica culturale della Galleria, che si pone come luogo dinamico di confronto, approfondimento e integrazione culturale, in continua evoluzione.

Ricevendo donazioni e promuovendo acquisizioni, la GAMeC sviluppa e promuove la collezione d’arte moderna e contemporanea della città di Bergamo, che annovera opere di autori del Novecento italiano e internazionale e lavori di artisti contemporanei.

La GAMeC è inoltre promotrice e fondatrice di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e collabora attivamente con alcuni tra i più importanti musei e centri d’arte contemporanea nel mondo.


IL MUSEO CHE TRASFORMA
Il Documento di visione che accompagnerà la GAMeC verso il 2030

Dopo avere celebrato, nel 2021, i suoi primi 30 anni di attività e dopo avere vissuto nel 2023 l’intensa esperienza di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, la GAMeC si appresta a trasferirsi in una nuova sede più ampia, più flessibile e dotata di nuovi servizi per il pubblico.

Appoggiandosi al progetto di C+S Architects, il Comune di Bergamo – grazie ai fondi del PNRR e al contributo speciale di Intesa Sanpaolo – ha dato il via ai lavori di rifunzionalizzazione dell’ex Palazzetto dello Sport di via Pitentino, la cui conclusione è prevista per il 2027.

Queste occasioni, insieme ai profondi cambiamenti innescati nella società dalle trasformazioni globali degli ultimi anni, hanno indotto l’istituzione fondata dal Comune di Bergamo e TenarisDalmine a fare un bilancio dei traguardi sinora raggiunti e ad avviare un percorso di messa a fuoco degli obiettivi prossimi, con la volontà di porre le basi teoriche per la progettazione futura e consolidare il già avviato percorso di crescita in termini di pubblico, critica, solidità istituzionale e riconoscimento internazionale.

La GAMeC del futuro intende essere un agente attivo del cambiamento in atto, un luogo privilegiato – fisico e di pensiero – in cui la riflessione possa fiorire in modo trasversale, fra linguaggi delle arti, divulgazione tecnico-scientifica e sviluppo di uno sguardo critico sul contesto socio-economico e geopolitico in cui viviamo.

Siamo consapevoli di quanto, nella realtà odierna, un museo del contemporaneo debba essere in grado di leggere e narrare una realtà multiforme, in cui il mondo fisico e il mondo digitale si innestano l’uno nell’altro. Una realtà che sta orientando i linguaggi del visivo verso una
dimensione sempre più ibrida e “performativa”.

Di fronte alla necessità di essere flessibili e multiformi in un mondo in continua e sempre più veloce evoluzione, il museo intende dunque assumere un carattere dinamico, capace di utilizzare pratiche e linguaggi differenti, compenetrarli fra loro, e integrarli nella vita sociale e professionale del territorio.

La visione che accompagnerà la GAMeC verso il 2030 dovrà allora essere il frutto di un lavoro che, varcando le porte del museo, indaghi il territorio con uno sguardo mobile, inclusivo e pluridirezionale. Pertanto, questo documento vuole essere uno strumento duttile, rispondente ai cambiamenti del presente e aperto a tutte le implementazioni e gli aggiornamenti che si riterranno via via necessari.

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