L’Associazione Italiana Educatori Museali – AIEM e la GAMeC organizzano due giornate di formazione dedicate ai temi dell’Educazione al Patrimonio.

Per AIEM si tratta del consueto incontro annuale, stavolta ideato dal suo Coordinamento regionale Lombardia in stretta sinergia con la GAMeC, trovando una convergenza nel progetto del museo Pedagogia della Speranza, che pone l’educazione al centro della propria ricerca.

Le due giornate saranno dedicate allo scambio tra ricerca, teoria e pratiche educative, con l’obiettivo di creare un’occasione di confronto tra professioniste e professionisti del settore per riflettere sul ruolo dell’educazione al patrimonio come pratica emancipativa, spazio di relazione e strumento di trasformazione sociale.

Il programma prevede una sessione plenaria di apertura, con approfondimenti a cura di educatrici al patrimonio, pedagogiste e ricercatrici, i cui interventi offriranno una cornice teorica di riferimento e fungeranno da attivatori per i successivi workshop tematici.

AVVISO: Le iscrizioni sono al momento chiuse, poiché i posti disponibili sono esauriti. È possibile registrarsi per la lista d’attesa, compilando il form a questo link.

Per informazioni: eventi@aiem-educatorimuseali.it
Partecipazione gratuita

PROGRAMMA

VENERDÌ 9 OTTOBRE / Mattino
GAMeC

9:30 – Accoglienza e saluti istituzionali

10:30-13:15 – Interventi:

10:30
Giulia Crisci
Imparare da ciò che è stato escluso. Performance, pedagogia e saperi minoritari

L’intervento affronta la necessità di riconsiderare i saperi esclusi dal discorso egemonico e indaga la relazione promiscua tra performance e pedagogie radicali, mettendo in luce come artiste e artisti abbiano ibridato il campo educativo con il pensiero femminista, post- e decoloniale, ecologico e naturalculturale. In dialogo con pensatrici e pensatori quali bell hooks e José Esteban Muñoz, si apre uno spazio di legittimazione per i saperi minoritari, intendendo l’atto di imparare da ciò che è stato escluso come un processo di disapprendimento delle gerarchie ereditate per dare voce e riconoscimento ad altre prospettive.

11:00
Kimberley Foster
Incontri incarnati, pedagogie prostetiche e azioni trasformative dell’agentività
(in lingua inglese)

Il contributo si interroga su come una “Pedagogia Prostetica” possa costituire forme di esperienza incarnata nei musei d’arte attraverso l’uso di “oggetti d’arte pedagogici”, intesi come metodo materializzato e trasformativo di costruzione del senso. Attraverso queste nuove relazioni oggettuali, l’intervento analizza in che modo gli atti materiali del pensare e dell’apprendere possano generare esperienze intime e soggettive all’interno delle dialettiche istituzionali, estendendosi oltre di esse, attraverso un approccio che opera come un’estensione tra corpi, materia e pensiero e in cui la pedagogia viene “impugnata” e vissuta con il corpo.

12:00
Francesca Antonacci
Quando il futuro genera un nuovo presente. Linguaggi artistici e pedagogia della speranza

In una prospettiva pedagogica, la speranza può essere intesa come una funzione dell’immaginazione: una forma di conoscenza capace di cogliere nel presente le possibilità non ancora attuate e di orientare l’azione verso la loro realizzazione. In dialogo con la pedagogia critica di Paulo Freire e bell hooks, il contributo considera i linguaggi artistici come veri e propri linguaggi della speranza, capaci di superare precomprensioni e abitudini per abbracciare e prefigurare ciò che potrebbe e dovrebbe essere. A partire dalle esperienze del PEPAlab e del Corso di Laurea Magistrale in Linguaggi artistici per la formazione (Università degli Studi di Milano-Bicocca), l’intervento mostra come le arti possano generare una conoscenza incarnata, relazionale e partecipativa, restituendo al patrimonio culturale una dimensione viva, critica e trasformativa.

12:30
Sara Gemma
La pedagogia itinerante come dispositivo di mediazione di comunità e attivazione del patrimonio immateriale

L’intervento propone una riflessione sulla pedagogia itinerante intesa come pratica capace di risignificare il rapporto tra soggetti, luoghi e patrimonio. A partire dalle installazioni di Museo Itinera, la discussione si concentra sulle posture pedagogiche di mediazione tra contesti ed esigenze, in un’ottica di responsabilità sociale. L’happening artistico si configura come catalizzatore di comunità generative: apre spazi di accoglienza, riconosce saperi autentici e sollecita una partecipazione consapevole. In tale azione educativa risiedono il patrimonio immateriale dei luoghi e il potenziale trasformativo di un apprendimento capace di sconfinare dal centro ai margini, valorizzando soggettività, esperienze e vissuti.

13:15-14:30 – Pausa pranzo libera

VENERDÌ 9 OTTOBRE / Pomeriggio
GAMeC

14:30-17:15 – Prima sessione di workshop*
Percorsi a due voci, progettati insieme alle professioniste di AIEM e con il supporto degli educatori museali della GAMeC

Giulia Crisci ed Eva Susner
Imparare da ciò che è stato escluso

Kimberley Foster ed Ellie Ivanova
Incontri incarnati e saperi coesistenti
(lingua inglese)

Sara Luraschi e Lucia Cecio
Il margine inteso quale luogo per un’apertura radicale

Sara Gemma e Sara Maccioni
Apprendimento situato. La metodologia itinera per l’attivazione della comunità educante

SABATO 10 OTTOBRE / Mattino
GAMeC

9:00-13:30 – Seconda sessione di workshop*

Giulia Crisci ed Eva Susner
Imparare da ciò che è stato escluso

Kimberley Foster ed Ellie Ivanova
Incontri incarnati e saperi coesistenti
(lingua inglese)

Sara Luraschi e Lucia Cecio
Il margine inteso quale luogo per un’apertura radicale

Sara Gemma e Sara Maccioni
Apprendimento situato. La metodologia itinera per l’attivazione della comunità educante

*È possibile partecipare a un massimo di un workshop per ciascuna giornata. In fase di iscrizione si potranno esprimere tre preferenze; i gruppi saranno composti in base all’ordine di iscrizione e alle esigenze di capienza e accessibilità.

SABATO 10 OTTOBRE / Pomeriggio
Palazzo della Ragione, Bergamo Alta

A conclusione dei lavori, si consiglia la visita a Palazzo della Ragione per scoprire Tabula Plena, l’installazione realizzata da Fosbury Architecture e Claire Fontaine per il programma Pedagogia della Speranza: una piattaforma abitabile pensata per favorire la partecipazione attiva, l’ascolto e il confronto.
Fino alle 20:00 sarà possibile sperimentare gratuitamente i laboratori permanenti co-progettati dal Dipartimento Educativo con Adelita Husni Bey, Numero Cromatico e l’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite di Sabrina D’Alessandro.

Nella stessa giornata, alle 15:00, è inoltre in programma un percorso tattile dedicato al laboratorio Busillis, condotto dai mediatori GAMeC in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Bergamo.

Per informazioni e iscrizioni: servizieducativi@gamec.it


Biografie

Francesca Antonacci è professoressa ordinaria e docente di Pedagogia del gioco e Pedagogia dei linguaggi artistici presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano-Bicocca. Presso il medesimo ateneo coordina il Corso di Laurea Magistrale in Linguaggi artistici per la formazione, il Laboratorio di ricerca PEPAlab, il gruppo di ricerca Puer ludens e, con Maresa Bertolo, Lusory Warp. La sua attività di ricerca si focalizza sull’immaginazione come poetica, sui linguaggi artistici (con particolare attenzione alle arti performative), sul gioco in tutte le età della vita e sui modelli di innovazione scolastica. Tra le sue principali pubblicazioni per l’editore FrancoAngeli si segnalano: Puer ludens. Poetica e politica del gioco (2025); Le arti dell’educare (con Veronica Berni, 2024); Poetiche del gioco (con Giulia Schiavone, 2021); Il cerchio magico (2019); Una scuola possibile (con Monica Guerra, 2018).

Giulia Crisci è ricercatrice e curatrice con sede a Palermo. Il suo lavoro indaga l’intersezione tra pratiche artistiche, pedagogie radicali e movimenti politici. Ha co-curato il volume Performance + Pedagogia (Sossella Editore, 2025) e curato progetti pedagogici, tra cui i-team con Relais Culture Europe (Parigi). È tra le fondatrici dell’unità di ricerca PerLA / Performance Epistemologies Lab presso l’Università Iuav di Venezia, dove ha conseguito il dottorato con una tesi sulla creazione radiofonica nel Mediterraneo intesa come spazio di saperi decoloniali, femministi e non egemonici. Ha inoltre co-fondato Radio Commons, piattaforma di sperimentazione sonora, e Limone Lunare, archivio orale delle lotte e dei movimenti sociali in Sicilia.

Kimberley Foster è un’artista e docente la cui ricerca pratica esplora approcci incarnati all’intervento e all’interpretazione nei musei d’arte. La sua indagine si interroga su come un differente approccio materiale, legato ad “oggetti d’arte pedagogici” specificamente calibrati, possa dare voce a prospettive precedentemente inascoltate ed estendere l’esperienza materializzata del museo d’arte. Foster insegna Practice-Research, Fine Art e Art Pedagogy; è docente nel corso di Master (MA) in Art Education, Culture and Practice presso l’University College London (Institute of Education) e Fine Art Programme Tutor presso OCA/OU. Dal 2023 al 2025 è stata Visual Culture Visiting Research Fellow presso l’Università di Cambridge.

Sara Gemma è dottoranda in Teaching & Learning Sciences presso l’Università di Macerata e l’Università Parthenope di Napoli. La sua ricerca, nell’ambito della pedagogia sperimentale e delle Social Humanities, esplora il concetto di Mediazione-Educazione, inteso come prospettiva entopedagogica di ricerca-azione volta a contrastare marginalizzazione, povertà educativa ed esclusione sociale, nonché a promuovere forme responsabili di vivere collettivo. Si occupa di progettazione sociale e metodologie di ingaggio comunitario, intrecciando ricerca e pratica nei contesti urbani e periferici. È socia fondatrice e, dal 2025, presidente dell’APS MIQ – Movimentiamo il Quartiere, attiva principalmente a Napoli.

Sara Luraschi è dottoranda in Strategic Innovation for Sustainable and Smart Ecosystems (SIS2E) presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, insegnante e artista. Si occupa della relazione tra arte ed educazione da una prospettiva femminista intersezionale. Ha una formazione come videomaker nel campo del documentario di creazione e conduce laboratori di arte partecipata per adolescenti. Collabora da diversi anni con l’Associazione Immaginare Orlando di Bergamo.