Le Collezioni della GAMeC si arricchiscono di un prezioso nucleo di opere di Mario Sironi, tra i maestri della pittura italiana del Novecento.
La donazione, nata dall’accordo tra il Comune di Bergamo e lo storico dell’arte Andrea Sironi-Straußwald, nipote dell’artista, porta in museo lavori significativi per comprenderne il processo creativo.
L’acquisizione include un grande cartone preparatorio per L’Italia tra le Arti e le Scienze, la monumentale pittura murale realizzata nel 1935 per l’Aula Magna della Sapienza di Roma: un lavoro che completa l’opera Figura (Grande nudo), già custodita dalla GAMeC, rivelando che le due parti formavano in origine un unico disegno compositivo.
La donazione comprende inoltre un bozzetto legato ai teleri realizzati per il Palazzo delle Poste di Bergamo e sei disegni dedicati alla progettazione della tomba della figlia Rossana.
Quest’ultimo nucleo testimonia il suo forte legame con Bergamo: l’artista riposa nel Cimitero Monumentale della città, all’interno di edicole familiari oggi tutelate dal Comune come patrimonio storico.
Il corpus di opere sarà presentato venerdì 16 ottobre, alle 18:30.
Ingresso libero.
Interverranno:
Andrea Sironi-Straußwald, Erede dell’artista e donatore
Sergio Gandi, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo
Giacomo Angeloni, Assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo
Simona Bonaldi, Presidente GAMeC
Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC
Per valorizzare e approfondire questo nucleo di lavori, i contributi critici e le testimonianze di Andrea Iezzi, Mariastella Margozzi, A. Fabrizia Previtali e Andrea Sironi-Straußwald sono stati raccolti in un quaderno dedicato.
Le opere oggetto della donazione saranno allestite nell’ambito del percorso espositivo Una Galleria, Tante Collezioni, affiancando le opere di Sironi già conservate dal museo: oltre al Grande nudo, i dipinti Operaio e casa (1930, dono di Davide Cugini), Montagne (1947, dono di Teresa Elisa Coltri Agliardi), Composizione (1949, dono di Gianfranco e Marta Stucchi), Composizione con viandanti (1952, dono della Famiglia Felli), e la medaglia in bronzo Il ceramista del 1933, parte della Raccolta Vittorio Lorioli.

